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| L'area del Circo Massimo vista dalla sommità del Palatino. Era nota come Valle Murcia; ospitò numerose celebrazioni religiose. Fu teatro anche del cosiddetto ratto Delle Sabine, di età romulea |
Questa cronologia vuol solo essere d'aiuto per una pur sommaria descrizione degli avvenimenti delle origini di Roma, e utile, soprattutto, per la comprensione del prossimo post sulle quattro nascite di Roma.
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1500
a. C. circa
Regno
solitario di Giano assieme alla moglie-sorella Camena sul
Gianicolo/Campidoglio. È un'età ancora indistinta, in cui uomini e dei, natura
e civiltà si scambiano vicendevolmente caratteri e aspetto.
Ecco
Macrobio (1):
"Su
questa terra che ora viene chiamata Italia, regnò Giano ... questo Giano ospitò
Saturno, giunto presso di lui per mare, e da lui imparò l'esperienza dei campi,
migliorando così il vitto precedente, che era ferino e rozzo prima che si
conoscessero le biade; e in ricompensa lo associò al regno".
La
sintesi più poetica di tale scorcio protostorico lo dà Virgilio, nella rievocazione di Evandro a Enea (2):
"Questi
boschi gli indigeni, Fauni e ninfe, popolavano e una razza umana nata dai
tronchi delle dure querce, priva di norme e di cultura, dei gioghi che
s'impongono ai tori o di ammassare le messi ignara, o di riporre i prodotti:
con gli alberi, invece, ma anche con l'aspro vitto della caccia si nutrivano ..."
1350-1235
a. C. circa
Quell’età
silvana subisce un impulso al progresso coll’avvio dell'età di Saturno. Ancora
Virgilio:
“Per
primo ... venne Saturno ... lui quella razza indocile e dispersa per gli alti
monti adunò, stabilì le leggi ... d'oro ... sotto quel re furono i secoli: così
placidi i popoli in pace reggeva” (3)
"Il padre Giano fondò una rocca, l'altra Saturno,
una si chiamava Gianicolo, l'altra Saturnia [il Campidoglio]" (4)
| Parco di Bomarzo. Ercole uccide Caco |
Siamo
ancora nella leggenda; per essa s’intende una trasfigurazione poetica
dei primi indizi storici: essi vedono l'insediamento
dei Siculi, col re eponimo, Siculo, in Saturnia (colle del Campidoglio) e sul
Cermalo (parte del futuro Palatino) e di numerose località vicine (fra cui Praeneste,
l'attuale Palestrina).
Lo conferma Dionigi d'Alicarnasso:
"Si
dice che i più antichi abitatori della città, che ora è abitata dai Romani e
che domina la terra e il mare, siano i Siculi, e cioè una popolazione barbara e
autoctona" (5)
